Comunicato Stampa del: 17/10/2007

  

PIANO DI SORRENTO: IL WWF SCRIVE AL SINDACO SOLLECITANDO IL REIMPIANTO DELLA ROVERE ABBATTUTA IN VIA MORTORA-S.LIBORIO E LA RIQUALIFICAZIONE DELL’AIUOLA. RICHIESTA ANCHE UNA “SEZIONE DEL TRONCO” DA ANALIZZARE 

Di seguito stralcio della lettera inviata al Sindaco
e per conoscenza all’Ufficio Tecnico e all’Assessore all’Ambiente di Piano di Sorrento:
“…le scriviamo a riguardo del grosso ed importante esemplare arboreo di Quercus petraea che si ergeva maestoso, da circa un secolo e mezzo, in via Mortora S.Liborio nel Comune di Piano.
…la pianta è morta a causa degli interventi scriteriati di capitozzatura eseguiti in un periodo agronomicamente errato.
L’esemplare era stato censito dalla nostra Associazione nel 2000. L’età stimata era di circa 150 anni…insomma una veneranda età, ma non tale da considerarsi la punta massima del ciclo vitale di una Rovere, di cui si conoscono esemplari fino ad 800 ed oltre anni di vita.
…Ora che però la pianta è stata abbattuta suggeriamo, in alternativa alla vendita del legname (il cui guadagno va comunque reinvestito per l’acquisto del nuovo albero!!!), l’ipotesi che essa non debba necessariamente trasformarsi in legna da ardere.
Potrebbe essere interessante, ad esempio, recuperare una parte del lungo e robusto tronco e, utilizzando un valente artigiano, creare un’enorme scultura simbolica da allocare nello stesso sito…affiancata da un pannello didattico…in cui si possa leggere la storia del grande albero, la morte causata dall’uomo e la sua successiva trasformazione in opera d’arte.
Sarebbe inoltre importante…recuperare dalla sezione del tronco alcune “fette” circolari.
In tali fette sarebbero leggibili gli anelli di accrescimento stagionali della pianta e si potrebbe dedurre, di conseguenza, l’età precisa della pianta e la sua storia, oltre che interessanti osservazioni sugli andamenti climatici (piovosità, siccità, etc.) che si sono succeduti nell’ultimo secolo e mezzo nel comune di Piano di Sorrento. Tali studi ed osservazioni andrebbero svolte anche con l’ausilio di tecnici preparati e qualificati in materia (agronomi, meteorologi, biologi etc.).
Sarebbe interessante esporre una grossa “fetta” della rovere (opportunamente trattata con vernice e quant’altro) alla base della stessa scultura realizzata nel tronco e, perché no, anche nel palazzo municipale a ricordo del patriarca arboreo.
…e questi sono solo alcuni spunti per comprendere, e far comprendere alla gente, il valore di un maestoso esemplare vegetale, nato in Natura molto prima di noi e dei nostri stessi nonni…e per far riflettere sull’importanza dei grandi alberi, testimoni del passare del tempo, della storia e delle vicende umane.
E’ inoltre auspicabile che, al posto dell’albero di Quercia preesistente, ne venga piantato al più presto un altro delle stessa specie, che abbia possibilmente al momento dell’impianto già discrete dimensioni, in modo da svolgere a pieno, tra molti decenni, il ruolo svolto dal suo predecessore. La stessa area dove cresceva l’albero andrebbe riprogettata e riqualificata, con l’impianto di nuova vegetazione arbustiva, di cespugli mediterranei fioriti e di rampicanti a mascherare i grossi ed imponenti muri grigi in cemento armato che circondano la vasta aiuola (11 x 7 metri). Viste le notevoli dimensioni dell’aiuola vi si potrebbe impiantare, oltre all’esemplare di Rovere, un Melograno (Punica granatum) e dei Noccioli (Corylus avellana), oltre a cespugli come Corbezzolo, Mirto, Cisto, Lavanda e Rosmarino; inoltre a mascherare i muri andrebbe utilizzata Edera helix e Vite americana (entrambe le piante sono dotate di organi avventizi capaci di aderire alle pareti e coprirle in breve tempo), mentre per i muretti sulle scale sarebbe interessante utilizzare (facendoli “ricadere” dall’alto) Rosmarino prostratus e Cotoneaster, oltre a Roselline antiche, eventualmente da far crescere su appositi archetti in ferro da allocare sulle scale.
Il tutto potrà essere impreziosito da pietre calcaree posizionate ad arte e da eventuale illuminazione eco-compatibile…”

 
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