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Comunicato Stampa del: 12/07/2007 |
| È DI NUOVO EMERGENZA INCENDI. “NON MANDIAMO TUTTO IN FUMO” |
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E’ tornato il caldo. Sono tornati gli incendi. In trincea assieme al Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia, gli uomini dei Vigili del Fuoco, della Regione Campania, della Comunità Montana e della Smartland, nel tentativo di fare il possibile per contrastare i violenti incendi e “salvare il salvabile”…ma gli interventi in nottata per domare le fiamme sono difficoltosi e non sempre possibili e si finisce, il più delle volte, ad aspettare l’alba per coordinare da terra l’intervento degli elicotteri!!! Il fuoco ha già colpito, a metà giugno scorso, il comune di Massa Lubrense nel versante sud del Monte S.Costanzo, nel cuore della Baia di Ieranto, ma anche Sorrento e S.Agnello sul versante Malecoccola, dove le fiamme avvistate la mattina del 07-07-07 (e solo apparente domate dagli elicotteri) si sono poi alimentate nuovamente nel pomeriggio, riprendendo vigore in serata e bruciando con tutta la violenza distruttiva ettari di preziosa macchia mediterranea, raggiungendo, a causa del vento, la Punta S.Elia in riva al mare; L’ultimo della serie ha interessato la località Tordigliano, alle 21 di ieri sera (11-07-07) dalla strada statale è partito un’incendio che ha devastato la macchia mediterranea posta a monte; le fiamme hanno bruciato per l’intera nottata (era visibile di fronte ad un gruppo di case abusive appese nella roccia) e solo l’intervento dei mezzi aerei ha permesso nella mattinata odierna, verso le 10, di frenare la distruzione. Il fumo delle fiamme ha raggiunto persino gli abitati di Arola!!!! Ancora una volta negli stessi posti e nello stesso periodo forse i soliti piromani, hanno dato fuoco al nostro territorio. Le indagini condotte dal C.F.S. di Castellammare dovranno accertare ora le cause e i responsabili delle fiamme. Importante ricordare che le stesse indagini hanno già portato negli scorsi anni all’individuazione e alla denuncia dei colpevoli di gravi incendi in penisola sorrentina. “Il maggior numero di incendi sono causati dall’uomo che volontariamente o accidentalmente distrugge gran parte del nostro territorio. Il danno economico è immenso quello ecologico è incalcolabile. Ed è per questo che anche quest’anno lanciamo il nostro appello al fine di sensibilizzare la cittadinanza ad una maggiore attenzione verso questi problemi. Le bellezze del nostro territorio oltre ad essere un immenso patrimonio naturalistico, storico e culturale sono attrattive, tra l’altro, di molti turisti e vanno, perciò, preservate e protette dagli incendi.” Ecco quindi i consigli: •Non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi ancora accesi. Quante volte ci è capitato di voler accendere un fuoco, ad esempio quello del caminetto, e di fare fatica anche solo per ottenere una misera fiammella? Purtroppo la situazione che si verifica nello strato arbustivo o nella lettiera(foglie, rametti ecc.) dei nostri boschi è ben diversa: materiali vegetali che non vedono una pioggia da settimane o mesi, magari ricchi di resina, e con temperature dell’aria spesso superiori a trenta gradi, come si verifica nei mesi estivi, sono condizioni di elevato rischio d’incendio. •Non accendere fuochi nei boschi. Le ordinanze regionali antincendio definiscono, anno per anno, i periodi in cui vige lo “stato di grande pericolosità”, durante il quale, tra l’altro, è proibito accendere fuochi nei boschi anche se protetti da pietre ed aree ripulite. Un fuoco, anche se ben protetto, può provocare un incendio in vari modi: -per convenzione: scintille e piccole braci, trasportate dal vento oppure dal moto convettivo dell’aria calda, possono appiccare il fuoco alle aree circostanti od alle chiome degli alberi vicini; -per radiazione: se il fuoco è intenso, il calore irradiato si comunica ai materiali immediatamente circostanti, facendone innalzare la temperatura ed eventualmente innescando la combustione, anche se questi non sono stati toccati direttamente dalla fiamma. Ricordati che un fuoco, anche se apparentemente spento, può mantenere delle braci accese anche per molti giorni. •Non parcheggiare la macchina presso aree con erba secca alta, come avviene spesso durante i picnic o quando si va al mare. La marmitta rovente dell’auto, soprattutto se catalitica, a contatto con l’erba secca e le sterpaglie può innescare un incendio. •Non abbandonare i rifiuti nel bosco. Oltre che essere un atto incivile, che degrada l’ambiente mettendo a rischio l’habitat di innumerevoli specie, l’abbandono dei rifiuti può favorire l’innescarsi di incendi, perché i rifiuti sono spesso buoni combustibili. •Non bruciare le stoppie, la paglia ed altri residui vegetali. Nei periodi in cui vige lo “stato di grande pericolosità” è in genere vietata la bruciatura delle stoppie. Moltissimi incendi sono dovuti alla perdita di controllo del fuoco, in quella che doveva essere una bruciatura “controllata” delle stoppie. •Se vedi qualcuno che non rispetta queste indicazioni, invitalo gentilmente a rispettarle, spiegandogli il perché. •SE AVVISTI UN INCENDIO, AVVISA IMMEDIATAMENTE IL 1515 Se possibile, dovrai comunicare le seguenti informazioni: -punto di osservazione -collocazione dell’incendio rispetto al paese più vicino o alla strada dove ti trovi -che cosa sta bruciando -aspetto del fumo Sappi che, a seconda del colore del fumo si può capire cosa sta bruciando. Un fumo grigio bianco indica un incendio di residui vegetali secchi, può trattarsi di un campo di stoppie, di un pascolo o più semplicemente di qualcuno che brucia delle foglie secche in giardino. Il fumo molto nero ed intenso è quello di derivanti del petrolio, si tratta con buone probabilità di un incendio in una discarica abusiva. Il fumo che indica la combustione di cespugli o zone boscate è invece marrone rossiccio, ed è ovviamente il più grave e pericoloso. NON PENSARE CHE ABBIA GIÀ TELEFONATO QUALCUN ALTRO!! Chi causa un incendio boschivo commette un reato ed è punito (secondo le disposizioni della legge quadro 353 del 21 novembre 2000 in materia di incendi boschivi) con la reclusione da 4 a 10 anni per incendio doloso (se l’incendio è cagionato per colpa si rischia da 1 a 5 anni, le pene aumentano in caso di incendio su aree protette). I Comuni hanno l’obbligo di censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli percorsi dal fuoco negli ultimi 5 anni, dove sono vigenti una serie di divieti: in particolare nelle zone boscate ed i pascoli percorsi dal fuoco non possono avere una destinazione diversa da quella preesistente all’incendio per almeno 15 anni!! Inoltre in tali zone, sono vietati per 10 anni ogni forma di edificazione, come pure il pascolo e la caccia. |
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