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Comunicato Stampa del: 06/09/2004 |
| PONTE ORAZIO: IL DEGRADO INFINITO!!! …DI NUOVO LETAME NELL’ALVEO DEL RIVO LAVINOLA |
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Esistono alcuni punti della nostra penisola, nascosti tra le colline, in cima alle montagne o sulla costa rocciosa, lontani ed apparentemente inaccessibili dove non esistono controlli o leggi che tengano, e lo scempio del territorio è continuo e devastante… ma molto più spesso l’abusivismo e lo scempio avviene a pochi passi dai centri abitati: è il caso del “Ponte ‘Orazio” dove a qualche decina di metri sotto un’arteria stradale, al confine tra Piano di Sorrento e Meta, in uno degli ambiti di maggiore interesse paesistico ed ambientale della penisola sorrentina che, proprio per le sue caratteristiche naturali e morfologiche, è sottoposto a numerosi vincoli paesistico-ambientali oltre che idrogeologici, si continua sfacciatamente, in barba ad ogni norma igienico-sanitaria ed alle leggi in vigore, a sversare e depositare ingenti quantità di liquami ed escrementi provenienti dalle deiezioni di un allevamento bovino allocato nei pressi, proprio a pochi metri da abitazioni civili. Ad un anno circa dalle nostre prime denunce la vicenda torna alla cronaca! Il 31 maggio 2003 veniva segnalato alla nostra segreteria SOS Ambiente l’inizio della costruzione di una struttura, allora consistente in pali di castagno e tegole. Inutile il tentativo di avvisare il Comando Vigili di Meta telefonicamente (…inutile anche il nostro appello personale agli agenti incrociati in strada che spiegavano ai nostri volontari che “stava per sopraggiungere il weekend seguito dalla festa del 2 giugno” e che quindi “non si poteva intervenire prima del 3 giugno”. Ci si recava quindi al Comando Carabinieri denunciando le opere in corso nel Vallone Lavinola. Dopo qualche mese (il 04/09/03) nei pressi delle opere da noi denunciate veniva effettuato uno scavo che comportava lo sversamento di enormi quantità di terreno organico nell’alveo del rivo Lavinola mettendo a rischio l’equilibrio idro-geologico dell’intera valle (come documenato di lì a pochi giorni con l’arrivo delle prime ingenti piogge). Immediata la denuncia al Comando Vigili di Meta e solerte il sopralluogo di quest’ultimi che in modo laconico e tempestivo comunicavano, con nostra sorpresa, che il Sig. X aveva fatto “…una cosa utile al fine di evitare notevole quantità di accumulo di terreno nel rivolo ed eventuale incendio…” (???) Da questo episodio ai giorni nostri la storia è breve: nei pressi degli scavi nelle grotte è sorto rapidamente un allevamento bovino, che di fatto ha comportato lo scarico di liquami e quant’altro nell’alveo del rivo. Inutili le nostre periodiche e continue segnalazioni che allertavano prima, durante e dopo (negli ultimi 12 mesi!!!) dell’evolversi delle situazioni illecite sulle sponde del rivo Lavinola (sotto il “Ponte ‘Orazio”). Inutile anche il tentativo di presidiare fotograficamente gli operai durante l’esecuzione delle opere abusive, nella speranza di ottenere un intervento delle Forze dell’Ordine, tentativo quest’ultimo che il 17 settembre 2003 valse ai Ns. volontari solo ulteriori minacce da parte degli operai impegnati nell’esecuzione dei lavori con ruspe e mezzi meccanici. Com’è possibile che si continui a costruire, a scaricare rifiuti, a captare fonti acquifere ed inquinare in barba ai nostri appelli ed alle leggi che pure esistono!?! Il 1° marzo 2004 l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania su nostra esplicita denuncia chiedeva al Comando Vigili di Meta di effettuare un sopralluogo congiunto nel “Ponte ‘Orazio”, per verificare la situazione di degrado ed inquinamento già segnalata anche dall’ASL di Sant’Agnello. Ma stranamente (!!!) in quella data non era possibile accedere al fondo in questione per assenza dei proprietari e si decideva di posticipare all’8 marzo il sopralluogo. Contemporaneamente i proprietari dell’allevamento provvedevano ad allestire una concimaia in una grotta adiacente alla stalla e ad allocare in sito una vasca interrata per lo stoccaggio dei liquami ed a stipulare in data 06/03/04 con la Società L’Igiene Urbana s.r.l. di Sant’Antonio Abate contratto per il ritiro, trasporto e smaltimento dei rifiuti. In data 08/03/04 i Vigili di Meta invitavano l’ARPAC, tramite fax, ad effettuare un ulteriore sopralluogo dal quale si evinceva, stavolta, la “regolarità del tutto” e “l’assenza di particolari esalazioni maleodoranti”. A distanza di 6 mesi dagli ultimi fatti descritti, la nostra sezione WWF Sez. Penisola Sorrentina ha ricevuto ulteriori segnalazioni in relazione alla costruzione di opere murarie (che hanno trasformato le precedenti strutture in pali e tegole in veri manufatti) e alla presenza nell’alveo del rivo Lavinola di grosse quantità di letame bovino, nelle immediate vicinanze di un Condominio che lamentava e continua a lamentare: “…odori disgustosi ed esalazioni di sterco…così intense da aver costretto gli abitanti a ricorrere ripetutamente a cure sanitarie…causando danni…agli anziani e malessere a bambini” La nostra Sezione in data 21/08/04 con lettera inviata ai Carabinieri di Piano ed al Sindaco, Ufficio Tecnico e Vigili di Meta denunciava “opere edili abusive in corso in località Ponte ‘Orazio” e in data 02/09/04 denunciava “…grave inquinamento ambientale e captazione acque in località Ponte ‘Orazio” con lettera inviata a: Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Corpo Forestale dello Stato di C/Mmare, A.R.P.A.C. di Napoli, Amm. Prov. di Napoli – Area Tutela Ambientale Direz. Monitoraggio e Tutela delle Acque, ASL di Sant’Agnello, Sindaco di Meta, Sindaco di Piano di Sorrento. Segnalando tra l’altro: …la realizzazione di un vero e proprio insediamento, mediante la costruzione di numerosi manufatti in muratura in continua espansione. Nell’esposto il WWF denunciava inoltre: … l’alterazione della qualità estetica e storica dei luoghi ed il grave rischio idrogeologico derivante da tali interventi, nonché il continuo utilizzo dell’alveo del rivo stesso come discarica-sversatoio di rifiuti di ogni tipo: da rifiuti urbani a carcasse di animali, da rifiuti ingombranti (mobili, reti, carcasse di elettrodomestici, etc.) ai liquami sopra descritti provenienti da deiezioni bovine. Tale discarica di rifiuti che, quotidianamente ed impunemente, vengono sversati dal ponte nell’alveo del rivo stesso è facilitata dall’assenza di recinzioni che sarebbero sufficienti ad impedire, o quantomeno ad ostacolare, le operazioni di scarico. Nel sito in oggetto sono, inoltre, presenti nel sottosuolo fonti acquifere, probabilmente sorgive, che vengono (presumibilmente senza alcuna autorizzazione e/o concessione!!!) captate tramite autopompa a corrente elettrica ed un tubo di grosse dimensioni che attraversa le due sponde del rivo da Piano di Sorrento a Meta. Il WWF Penisola Sorrentina, visto che § ad oggi si continuano a sversare nelle acque del rivo Lavinola enormi quantità di letame e deiezioni bovine; § la presenza di tali sostanze nell’alveo del rivo ha causato un sensibile incremento di insetti, mosche, tafani e quanto altro, chiaramente osservabili anche nei pressi delle abitazioni circostanti; § la situazione, allo stato attuale, espone l’intera area del Vallone e la costa marina sottostante, dove le acque del rivo sfociano, a grave pericolo di inquinamento, oltre al rischio igienico-sanitario per la salute pubblica dei cittadini di Meta e di Piano di Sorrento; § l’eventualità di prossime ed attese precipitazioni metereologiche di fatto andrebbe ad aggravare la situazione di grave rischio ambientale. § i ripetuti scarichi di immondizia e rifiuti di ogni genere dall’alto del Ponte Orazio hanno, di fatto, configurato la realizzazione di una vera e propria discarica a cielo aperto nel vallone Lavinola. chiede alle Autorità Competenti § in relazione ai fatti sopra descritti, di svolgere tutti gli accertamenti del caso atti ad individuare eventuali responsabilità penali ed amministrative, anche di carattere omissivo, ed applicare tutte le sanzioni previste; § di verificare l’impatto delle opere connesso al rischio idrogeologico; § di accertare eventuali rischi igienico-sanitari connessi allo sversamento di liquami e di rifiuti solidi che in quantità sempre maggiore vengono immessi nell’alveo del rivo in oggetto; § di promuovere tutte le azioni atte a impedire in futuro il protrarsi di tale situazione, come, ad esempio, l’apposizione di barriere, recinzioni o quant’altro possa servire a scoraggiare lo sversamento dei rifiuti nel Vallone; § di predisporre lo sgombero immediato dell’allevamento in sito qualora non sussistano le condizioni idonee all’esistenza dello stesso nei pressi di abitazioni; § di promuovere tutte le azioni ciascuno per quanto di competenza atte ad avviare il ripristino dello stato dei luoghi e la demolizione dei manufatti abusivi; Fiduciosi che la nuova Amministrazione in carica nel Comune di Meta sappia e voglia dare, assieme a quella di Piano di Sorrento una risposta ferma e decisiva “all’eterno scempio” del rivo Lavinola. |
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