Comunicato Stampa del: 18/11/2003

  

PCTP: CANCELLATA BUONA PARTE DELLA TUTELA AMBIENTALE PER LA PENISOLA SORRENTINA 

Il nuovo Piano territoriale della Provincia di Napoli con valore di piano territoriale paesistico, approvato dal Consiglio Provinciale ed ora in fase di osservazioni fino al 4 dicembre, subentrerà nell’Ambito Sorrentino (Ambito I) alla legge regionale 35/87, il Piano Urbanistico Territoriale della penisola sorrentino-amalfitana.
Esso dovrebbe quindi comprendere le norme di tutela delle risorse ambientali, naturali, storico-culturali e paesaggistiche dell’area.
Una prima lettura del Piano è da questo punto di vista estremamente preoccupante.
Il PTCP sostituisce le zonizzazioni e le norme del PUT, accuratamente studiate e costruite sulle caratteristiche ambientali del territorio, con zonizzazioni e norme estremamente pericolose e penalizzanti per quest’ultimo.
Sottolineamo alcuni punti che ci sembrano particolarmente gravi per l’ambito sorrentino
1. Sono totalmente assenti nelle aree di tutela ambientale le falesie tufacee ed il sistema dei valloni e dei rivi del versante Nord della penisola, elementi di grande valore geomorfologico ed assolutamente caratterizzanti il paesaggio dei luoghi. E’ inoltre declassato ad area di tutela di secondo livello il tratto di costa, sostanzialmente integro, tra Nerano e Torca, Sito di Interesse Comunitario.
2. Scompaiono clamorosamente i Parchi speciali, zona 9 del PUT, che include i giardini di alto pregio vegetazionale, agrumeti storici, aree di interesse archeologico. Finiscono così in “aree di prevalente riqualificazione urbana” l’area del Deserto a S. Agata, i giardini del Museo Correale e del Parco dei Principi, il parco di Villa Fondi, gli agrumeti storici de “Il Pizzo” a S. Agnello, di “Sopramare” a Piano, il “Fondo Celentano” a Meta.
3. Sono di fatto abolite le aree di rispetto ambientale dei centri storici, visti dal nuovo Piano come agglomerato di singoli edifici e non come insieme integrato con aree agricole di grande importanza ambientale, quali i celebri agrumeti murati, peculiarità essenziale del territorio sorrentino.
4. Ancora come “aree di prevalente riqualificazione urbana”, aree dalla normativa generica e fondamentalmente rimandata ai PRG, ma dove sono consentiti interventi di nuova edificazione di residenze, oltre che attrezzature pubbliche e di uso pubblico, attività terziarie ecc, sono definite parti vastissime del territorio quali buona parte dell’isola di Capri e la quasi totalità delle aree collinari alle spalle dei Comuni di Piano, S. Agnello, Sorrento, Massalubrense e Vico Equense, zone che comprendono ancora ampie porzioni dell’agricoltura caratteristica della penisola sorrentina, quali uliveti ed agrumeti, orti, giardini di pertinenza di edifici storici sparsi.
5. Nelle aree di salvaguardia ambientale destinate a Parco naturale, quello che dovrebbe essere il futuro Parco dei Monti Lattari, sono previsti interventi di ogni tipo: nuove strade, nuovi sentieri, attrezzature pubbliche e ad uso pubblico con indici eccessivi, e nella Riserva marina di Punta Campanella scogliere, ripascimenti, rimodellamenti, tutto difficilmente compatibile con la Legge 394 sulle aree protette.

E’ scandaloso poi ciò che è accaduto in sede di adozione del Piano in Consiglio Provinciale: l’intera zona costiera sud della penisola, nel Progetto definitivo definita come ‘Area di difesa del suolo e salvaguardia ambientale di 1° livello’, nel Piano adottato, grazie probabilmente agli unici due emendamenti approvati, presentati dal capogruppo di Forza Italia, è diventata ‘Area di difesa del suolo e salvaguardia ambientale di 2° livello.
La differenza sostanziale tra le due aree è che nella prima è fatto divieto di emettere autorizzazioni o concessioni in sanatoria per le opere illegittime, nella seconda invece queste sono permesse. Nel quadro delle iniziative della Regione Campania contro il condono questo ci appare incredibile e insostenibile.
Se il tentativo apprezzabile di realizzare nel PTCP una sintesi degli strumenti e delle norme di tutela delle risorse ambientali storiche e paesaggistiche, risorse che sono alla base della economia turistico-ricettiva della penisola sorrentina, produce questi risultati, ci pare preferibile fare assegnamento sulla tutela garantita dalla normativa paesistica vigente.
Ci sembra irrinunciabile, quindi, un impegno urgente da parte di tutte le Autorità preposte alla tutela, Soprintendenze, Regione, Provincia, Amministrazioni comunali, e anche delle Associazioni ambientaliste e culturali nonché dei cittadini, per un sostanziale miglioramento del Piano attualmente presentato.
 
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