Comunicato Stampa del: 30/05/2002

  

RIVO LAVINOLA 

Crolla il costone sotto il Costa Alta, ed intanto l’attività di scavo, cementificazione, taglio alberi, scarichi abusivi sul ciglio del Rivo Lavinola continua indisturbata.

"Molti dei valloni a pareti verticali incisi nel piano di Sorrento sono diventati un comodo luogo di scarico per rifiuti di ogni genere.
Impressionante il caso del burrone di Meta, stupendo intaglio a pareti verticali, largo solo pochi metri, d'un orrido quasi insuperabile: scoli e scarichi luridi, cumuli d'immondizia di ogni genere l'hanno reso oscenamente impraticabile. Pietre ed immondizia colmano le accidentalità natura li della montagna un tempo bellissima, deturpandone l'aspetto, uccidendo la splendida vegetazione, togliendo alle acque il loro spontaneo deflusso e preparando la totale rovina idrogeologica
Farneti, Pratesi, Tassi - Mondadori - Guida alla natura d'Italia

Basterebbero queste poche parole per pubblicizzare allo stesso tempo le bellezze naturali e le brutture, opera dell'uomo, dei valloni della Penisola Sorrentina.

I valloni sono stati formati nel corso dei millenni dallo scorrimento di acque piovane, incanalate in rivoli discendenti dallo sperone roccioso centrale della penisola verso il mare e costituiscono, senza dubbio il fenomeno più spettacolare della penisola stessa. Infatti la solcano profondamente su tutti i lati che si affacciano sul mare: sul versante sud, bagnato dalle acque del golfo di Salerno, dove la roccia è calcarea, stratificata e dappertutto forte e compatta, li troviamo sotto forma di enormi spaccature tortuose con pareti tormentatissime; qui a causa della consistenza del calcare e, quindi, del1'impermeabilità e resistenza all'erosione delle acque, i rivoli hanno carattere prettamente torrentizio e stagionale.
Sul versante nord, dove manca il calcare, i rivoli di acque piovane e sorgive, hanno facilmente inciso il banco di tufo grigio e tenero sul quale giace la piana di Sorrento.
Tale erosione protrattasi per millenni ha creato quei profondi solchi quasi rettilinei a pareti perfettamente verticali che i sorrentini con un traslato chiamano "ponti".

… Speculatori pubblici e privati hanno, per decenni, con una rozzezza culturale credibile perché assurda, considerato queste opere della natura null'altro che inutili "baratri" da colmare di immondizie e da coprire, quindi, con lingue d'asfalto o cubi di cemento. E' un comportamento barbarico che va immediatamente interrotto mentre si impone un'accurata opera di risanamento di ogni vallone sorrentino. E ciò non solo per evitare la permanenza dei disastri idrogeologici già verificatisi e denunciati e il pericolo, certo, più che prevedibile di quelli futuri, ma anche e soprattutto perché il patrimonio naturale realizzato attraverso millenni appartiene ad ogni Cittadino del Mondo, al di là degli ormai abusati tentativi di rapina di braccianti d'affari o sciacalli di mestiere!"

Così negli anni Settanta si denunciava la devastazione dei Valloni della Penisola Sorrentina. Oggi a distanza di trent'anni la storia continua. Sono molte le denunce e le segnalazioni da noi fatte negli ultimi tempi, non ultima la vicenda del Vallone S.Giuseppe tra Piano e S.Agnello, dove furono sversate tonnellate di tufo, finite poi in mare, e dove si continua ancor oggi a sversare impuniti liquami fognari e prodotti chimici.
Ora a “crollare” è il Vallone che separa Piano da Meta…. e quando la nostra Sezione denunciava il taglio a raso di numerosi grossi alberi sul ciglio del Rivo Lavinola (lato Piano di Sorrento) si sentiva rispondere dai Vigili Urbani:”trattasi di mera potatura”; ed ora sotto quegli alberi tagliati il terreno comincia a cedere, e proprio sulla falesia dove è avvenuta l’enorme frana di questi giorni, in una zona che il PUT definisce Parco Speciale (in tale area è vietata l’edificazione, in qualsiasi forma, sia pubblica che privata, le modificazioni del suolo e della vegetazione arborea, l’attraversamento di strade, di elettrodotti ed altri vettori ecc.) continuano indisturbati i lavori di scavo e cementificazione sotto la piscina del Camping Costa Alta (pare, in attesa di condono) e lo sversamento di tonnellate di terreno e di liquami nel vallone sottostante.
Il WWF chiederà alle autorità competenti di verificare tutti i collegamenti tra i lavori di scavo di cementificazione e di taglio alberi che si sono compiuti e che sono ancora in atto, con l’enorme frana verificatasi in questo tratto del Rivo Lavinola ed un immediato intervento di risanamento al fine di scongiurare ulteriori gravi disastri.  
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