Comunicato Stampa del: 12/07/2003

  

ANCORA UN INTERVENTO DEI VOLONTARI DEL WWF: RECUPERATO UN GHEPPIO COLPITO DAI BRACCONIERI!!! 

A seguito di una segnalazione pervenuta alla nostra segreteria SOS AMBIENTE (0818072533) è stato possibile recuperare uno stupendo esemplare di Gheppio (Falco tinnunculus). Nonostante le grosse difficoltà logistiche e operative, che hanno colpito la nostra Sezione e che non si sono ancora risolte, a seguito del forzato abbandono della vecchia sede storica di Sorrento, la Sezione Penisola Sorrentina continua con grossissimi sforzi da parte dei suoi volontari a rispondere alle numerose richieste di intervento nei campi più disparati (dalle denunce di abusivismo a quelle di tagli di alberi, dall’organizzazione di escursioni agli interventi nelle scuole ecc) grazie anche al supporto degli obiettori di coscienza che prestano servizio presso il WWF peninsulare.
Questa volta la chiamata giunta, è stata nuovamente per un soccorso ad un rapace ferito con arma da fuoco in località Puolo.
I primi soccorsi sono avvenuti grazie ad alcuni cittadini che hanno recuperato il Falco e ci hanno contattato per consegnarci l’esemplare.
Il Gheppio è di grandezza tra i 34 ed i 36 cm le ali appuntite e la coda stretta lo fanno riconoscere come vero falco; le piccole dimensioni e l’abitudine di fare lo “spirito santo” permettono di identificarlo come Gheppio. Il maschio ha parti superiori castane macchiate, parti inferiori fulvocce con macchie nere sparse; testa, groppone e coda grigi, quest’ultima on una larga banda nera vicini alla punta che è bianca. La femmina ha le parti superiori bruno ruggine, barrate anzicchè macchiate, e la coda color ruggine, barrata. Si posa sugli alberi, pali, rocce, ecc. Vola con rapide battute d’ala, scivola ogni tanto e fa invece frequentemente e per lunghi periodi lo “spirito santo” orientato contro vento; scende a picco per afferrare topi e grossi insetti. Nidifica in vecchi nidi e su rocce, scogli occasionalmente nelle spaccature degli alberi.
L’esemplare femmina ritrovato presentava una ferita d’arma da fuoco all’ala destra. Ricominciano, così, le chiamate per soccorrere rapaci feriti dai bracconieri. “Il ferimento di questo esemplare - sostiene il Responsabile Andrea Fienga - rappresenta uno dei tanti atti di sfacciata illegalità che avvengono in Penisola Sorrentina, per questo caso, caccia in periodo non consentito, vicino alle case ed a una specie protetta. Di solito i nostri interventi per recuperare esemplari feriti da armi da fuoco iniziavano verso la fine di agosto in periodo in cui comunque la caccia è chiusa, non ci era mai capitato di intervenire in pieno luglio. La caccia in questi mesi è ferma ma non per i bracconieri che continuano a sparare tutto l’anno su qualsiasi cosa che vola”.
Non è il primo caso di uccelli in difficoltà che la nostra Sezione deve affrontare e non sempre le storie sono a lieto fine; si calcola che una buona percentuale degli esemplari rinvenuti presenta fratture o ferite gravi causate da armi da fuoco e, nonostante gli interventi chirurgici e le terapie mirate che possono durare anche dei mesi, spesso non tornano a volare.
 
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