Comunicato Stampa del: 13/05/2003

  

CONTINUA LA GUERRA AL BRACCONAGGIO: AZIONE SUL CAMPO DEL WWF E DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO CON SMANTELLAMENTO DI NUMEROSE POSTAZIONI PER LE CATTURE ILLEGALI!!  

E’ di questi giorni la notizia di ulteriori blitz a 360° gradi in Penisola Sorrentina da parte del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia che ha portato all’individuazione ed allo smantellamento di numerose postazioni per il bracconaggio.
Le operazioni hanno preso il via dalle numerose segnalazioni che continuavano a pervenire alla segreteria S.O.S. Ambiente (081/8072533) del WWF Penisola Sorrentina ed al C.F.S. di Castellammare (081/3941622) e spesso proprio da parte di escursionisti o turisti che nel percorrere in lungo e in largo i sentieri della nostra Terra delle Sirene si sono imbattuti attoniti in tali “postazioni” di sedicenti cacciatori. Tali segnalazioni (a cui ha fatto seguito un lavoro di “intelligence” che dura ormai da mesi) hanno portato, la mattina del 3 maggioe quella del 12 maggio, ad interventi operativi che si sono conclusi dopo estenuanti nottate col sequestro di decine di impianti elettronici, fonofili, altoparlanti, cassette multitraccia per riprodurre il verso degli uccelli , trappole e svariati metri di reti in nylon che issate su alti pali venivano usate per catturare gli uccelli.
Una morte atroce quella dei volatili impigliati nelle reti…Le reti da posta, oltre ad essere illegali, sono un modo barbaro e crudele di catturare gli uccelli: esse non sono selettive e vi si può impigliare di tutto…poi gli uccelli, a volte, vengono lasciati così, incastrati tra quei mortali fili di nylon, per giorni disidratati ed agonizzanti e spesso quando il vigliacco bracconiere giunge sul posto a recuperare il “bottino” quel che tira giù dalla rete sono solo cadaveri!!!
Il fenomeno investe ormai l’intera penisola. Le zone più calde? Quelle strategiche per il passaggio degli uccelli migratori, sulla cima delle colline di fronte al mare: Punta Campanella, S. Costanzo, Termini, Casa, Le Tore, Torca, Massa, Priora, ed ancora Vicalvano, Casanocillo, Alberi, Arola , La Sperlonga, il Faito….(solo per citarne alcuni).
Ed intanto proprio nelle aree dell’intervento e dove per l’ennesima volta si sono smantellate le postazioni per la caccia alla quaglia, si sono verificati i primi INCENDI BOSCHIVI!!!
Il responsabile del settore Flora & Fauna del WWF Penisola Sorrentina Claudio d’Esposito: “Non si può più pensare che sia solo un caso, ma in alcuni punti del nostro territorio e della nostra costa, spesso difficilmente accessibili, puntualmente e con una precisione quasi svizzera, pochi giorni dopo le “fiamme” spuntano i fonofili e gli apparecchi acustici per attirare le quaglie, o peggio ancora, si odono gli spari dei cacciatori armati di doppietta anche se la caccia è chiusa. E dire che è solo una coincidenza e quanto meno azzardato, dal momento che proprio nella zona dalla macchia bruciata si creano poi le condizioni idonee ai bracconieri per attirare gli uccelli; ed intanto, dopo il passaggio del fuoco, i danni alla macchia mediterranea (ormai estremamente frammentata e degradata) sono enormi ed incalcolabili”.
Aggiunge il comandante del C.F.S. di C/mare di Stabia Gaspare Longi : “La nuova legge 353/2000, proprio nell’ottica di scoraggiare e contrastare la grossa percentuale di incendi dolosi (circa l’85%!!!) appiccati volontariamente tra gli altri da speculatori e bracconieri e per interessi personali, prevede, oltre a pene severe, l’obbligo da parte dei comuni di censire le aree percorse dalle fiamme, dove poi vigerà un periodo di circa 15 anni di divieto assoluto di ogni modifica del suolo, mentre per 10 anni sarà vietata in tale area la caccia e il pascolo”.
Intanto continuano le indagini da parte dell’agguerrita squadra del C.F.S. di Castellammare.
Dichiara l’agente del Corpo Forestale Raffaele Starace: “Il bracconaggio non solo è una piaga ed una seria minaccia per la nostra fauna, ma è anche un reato punito con sanzioni penali… Le indagini stanno proseguendo e siamo fiduciosi nel riuscire ad individuare e punire presto i responsabili.”
Il WWF e i Forestali lanciano un appello: “Si invita chiunque noti o sia a conoscenza di impianti fissi per l’uccellagione (trappole, pali, reti, etc.) e di richiami acustici (che oramai da decenni, da aprile a settembre, costituiscono il monotono sottofondo sonoro delle nostre calde notti) a darne tempestiva comunicazione ai nostri numeri. Il WWF assieme al C.F.S. di Castellammare attuerà tutte le azioni immediate e necessarie per contrastare i reati in corso.
Dalle indagini in atto viene alla luce il business “bracconaggio”: che fine fanno le centinaia di uccelli che finiscono nelle maglie dei bracconieri? Una parte minima finisce sulle tavole, altri (i più fortunati ?!) in anguste gabbie o malsane voliere ed altri ancora (i più rari) foraggiano il fiorente mercato di pseudo-amatori collezionisti o vengono venduti ad altri bracconieri. E’ il caso, ad esempio, degli uccelli “accecati” che perdono la cognizione del giorno e della notte e cantano ininterrottamente venendo così usati come richiami vivi per altri uccelli.
Un cardellino “che canta bene” dopo essere stato ascoltato “dall’ esperto”(!?!) può essere quotato più di un milione di vecchie lire!! Mentre un esemplare del rarissimo passero solitario (monticola solitarius), il “merlo” dal piumaggio azzurro conosciuto come “mierulo petrarulo”, trafugato dal nido e “svezzato” fino alla muta, può essere acquistato per poco più di mezzo milione di vecchie lire!!!
E sempre più numerosi sono i rapaci (specie protetta) da noi recuperati, impallinati e feriti, che affollano i centri di riabilitazione delle oasi WWF.
Conclude Andrea Fienga, responsabile della locale sezione del WWF Penisola Sorrentina: “Tutto ciò ci preoccupa ma siamo fiduciosi che la presa di coscienza sempre maggiore da parte dei cittadini e la nuova cultura ambientalista ci aiuterà se non a sconfiggere del tutto, quantomeno a reprimere nel tempo tale aberrante fenomeno.”  
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